Christian Zucconi - scultore, fotografo, videomaker, performer


Christian Zucconi Scultura, fotografia, video, performance. Ogni aspetto del lavoro di Zucconi è visto come insieme unitario di uno studio interamente dedicato al corpo umano.
Partendo dagli esiti "kenoclastici" esposti al Museo d'Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano, passando attraverso il periodo delle "opere nere" ispirate dai sotterranei dell’Antico Ospedale del Ceppo di Pistoia, si arriva alle serie fotografiche "Cenere" e "Rewind" e a video come Silence, Blank, Action/Dogma, fino alle sculture ispirate al Leviatano Hobbesiano.
Con queste ultime opere lo scultore stravolge l’idea michelangiolesca di "blocco unico" per dare espressione, attraverso blocchi formati da "pietre di scarto" e uniti da filo di ferro e ricoperti di cera, alla frammentazione psicologica, sessuale, culturale ed estetica dell'uomo contemporaneo; a una società sempre più violenta, disgregata e confusa.

Nato nel 1978 a Piacenza, Zucconi intraprende la propria ricerca artistica già dal '90, quando inizia a frequentare le cave di Carrara.
Sono anni in cui lo studio della tecnica e la passione per Michelangelo lo portano a soluzioni estetiche poderose, che saranno protagoniste della prima personale organizzata da Piero Molinari all'Università Cattolica di Piacenza nel 1998.
Nel successivo decennio si impegna nella realizzazione di grandi monumenti pubblici.
Summa di questo periodo, la personale del 2007 curata da Alain Toubas nella pinacoteca del Castello Visconteo di Legnano, dove in Piazza San Magno espone la Gigantesca Legione.
Da quel momento la scultura monumentale interessa sempre meno a Zucconi, che vira la propria ricerca verso una scultura più intimista basata sull'interpretazione individuale del mito classico, tanto che alla fine del 2007 inventa la tecnica KENOCLASTICA [1]. I risultati di quella «sofferta distruzione, svuotamento e ricostruzione di una scultura (e di se stessi)» vengono presentati da Rudy Chiappini nel 2010 in una "SCANDALOSA" [2] personale al Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano.
Dopo Edipo e dopo la Cena in Emmaus di cadaveri esposta alla Biennale di Venezia del 2011, sentendo esaurita la vena mitologica e religiosa, senza più filtri si addentra nelle zone d'ombra dell'uomo contemporaneo e, già dalle personali ai Musei Civici di Palazzo Farnese di Piacenza a cura di Elena Percivaldi e al Museo dell’Opera del Duomo di Prato a cura di Luca Beatrice, la sua scultura si fa sempre più «brutale e sporca», fino ad arrivare nel 2013 al “periodo delle opere nere” ispirate ai sotterranei dell'Antico Ospedale del Ceppo di Pistoia.
In questo denso lasso di tempo collabora con Mustafa Sabbagh a progetti comuni di scultura e videoinstallazione a Oporto (Portogallo) e a Milano in occasione della mostra HOT a cura di Luca Beatrice e, per la cura di Antonio Mancinelli, concepisce l’happening di tre interi giorni Peep-Hole, in cui esplicita meccanismi voyeuristici solitamente tenuti nascosti.
Tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014, il drammatico momento storico e una coscienza ecologica sempre più forte lo portano a stravolgere l'idea michelangiolesca di “blocco unico”. È infatti assemblando scarti di lavorazione in grandi blocchi che Zucconi dà inizio al “periodo del leviatano”, i cui esiti vengono per la prima volta presentati a cura di Emanuele Beluffi in occasione della mostra Leviathan.

KENOCLASTICA [1]

Tecnica che comporta la distruzione di un lavoro completato, il suo svuotamento e la sua successiva ricomposizione.

SCANDALOSA [2]

Stella Armando. “Statue osé in mostra, scandalo al Castello”. Corriere della Sera, martedì 9 marzo 2010, p. 1 e 6.
Bravi Marta. “I guardiani del Castello: «Questa mostra fa paura ai bambini»” il Giornale, martedì 9 marzo 2010.
Bravi Marta. “«Immagini shock, è un'imboscata: i bambini devono essere preparati»”. il Giornale, mercoledì 11 marzo 2010.


www.christianzucconi.it

Ultimo aggiornamento: Luglio 2019


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